Candida e sviluppo di intolleranze alimentari |
|
|
|
Quando si parla di candida generalmente si pensa all’affezione vaginale, molto frequente nelle donne adulte, e al “mughetto” o candida orale tipica dei bambini. Ma la vera residenza della candida è l’intestino tenue. Qui la candida vive in simbiosi e in equilibrio con i batteri “buoni” della flora intestinale.
In alcuni casi favorevoli di disbiosi intestinale (terapia antibiotica, diabete, abuso di dolci e farinacei), la candida, ospite controllato dell’intestino, prolifera e si trasforma in patogeno.
Tradizionalmente la cura della candidosi prevede l’utilizzo sistemico di antimicotici che però vanno ad interferire negativamente con l’equilibrio della flora intestinale già di per sé compromesso. Quindi, anche se in un primo momento i sintomi sembrano sparire, la distruzione della microflora lascia di nuovo spazio ad un successivo sviluppo della candida, instaurando così un circolo vizioso. Infatti, sono tante le donne che lamentano episodi ricorrenti di candidosi.
Queste evidenze suggeriscono un approccio diverso al problema, che implica il riequilibrio della microflora intestinale, in modo da ristabilire l’integrità della mucosa. In questo modo verranno ristabilite le condizioni per il controllo della candidosi e di conseguenza verrà eliminata una delle cause dello sviluppo di intolleranza alimentare.
|








per lo sviluppo della Candida gli alimenti che in generale vengono consigliati da evitare sono: zuccheri semplici (dolci compresi), formaggi stagionati (parmiggiano, emmenthal ecc),alimenti lievitati (pane, prodotti da forno),legumi in genere.
Permessi invece formaggi freschi, pasta e riso meglio se integrali, patate, verdura e frutta ,pane azzimo o gallette di riso o soja, 3-4 uova a settimana, jogurt naturale e miele.
Consigliamo comunque una visita medica specialistica.