Reattività crociata |
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La reazione allergica si manifesta prevalentemente a livello delle mucose (nasali, oculari, bronchiali…) quando gli anticorpi specifici vengono prodotti per contrastare un allergene. Di conseguenza ci si aspetta che allergeni diversi da quelli “incriminati”, non inducano alcuna reazione. Non è sempre così, purtroppo. Sia in ambito laboratoristico (in vitro) che in campo clinico (in vivo) è stato ripetutamente descritto il fenomeno della cosiddetta reattività crociata.
Per capire meglio questo fenomeno è necessario chiarire il concetto di allergene. Possiamo considerare allergeni: i pollini, le graminacee, gli alimenti, ecc.. Ogni allergene è definito come un insieme di proteine, alcune delle quali hanno proprietà allergizzanti (stimolano cioè la produzione di anticorpi). Proteine appartenenti ad allergeni diversi possono avere una struttura simile, addirittura parte della loro struttura può essere uguale. In questi casi gli anticorpi prodotti nei confronti di un allergene agiranno anche contro l’allergene simile.
La cross reattività si può quindi definire un fenomeno che mette in evidenza le similitudini della struttura chimica di allergeni diversi per origine e provenienza.
Facciamo alcuni esempi per spiegare meglio il fenomeno:
E’ dunque indispensabile che un paziente allergico a pollini o pneumoallergeni si sottoponga anche ad accertamenti relativi alle reazioni avverse agli alimenti.
Esempi di reattività crociata nelle allergie alimentari: - E’ descritta la reattività crociata fra uova di diverse specie di volatili (Langeland, 1983) e tra le uova e le carni. - E’ possibile, a causa della presenza della caseina, la reattività crociata tra latte e latticini derivanti da specie animali differenti (Spuergin e colleghi, 1997). - I crostacei sono un ottimo esempio in cui la cross-reattività è molto frequente. Molti soggetti sono allergici a tutti le specie di crostacei (Mussmand JJ e colleghi, 1993). Tuttavia, tollerano altri prodotti ittici come pesce e molluschi. - E’ documentata la cross-reattività tra farine di grano, avena e orzo.
E’ importante tenere conto del fenomeno della reattività crociata nella valutazione del paziente allergico, al fine di definire un regime terapeutico che garantisca una qualità di vita accettabile.
Dr. Giuseppe Pigoli
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