Intolleranze alimentari e sindrome del colon irritabile |
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Si parla dunque di colon irritabile quando tutte le indagini mirate non evidenziano una causa organica che giustifichi i disturbi riferiti. Il disturbo che più spesso viene riferito riguarda la motilità dell’intestino nelle ore seguenti il pasto. Ciò porta i pazienti a lamentare dolori colici e diarrea di varia natura. Circa il 28% delle persone che lamentano disturbi intestinali soffrono di colon irritabile. È evidente che stiamo parlando di una cospicua quantità di pazienti che, vista la negatività degli accertamenti, è spesso destinata all’abbandono da parte del medico curante che tende, con troppa disinvoltura, a liquidare i disturbi definendoli spesso “di origine nervosa”. Molti sono i casi in cui vengono prescritti tranquillanti. In realtà stupisce come la quasi totalità della classe medica non abbia considerato le evidenze scientifiche, alcune delle quali pubblicate già anni addietro, che dimostrano una stretta correlazione fra IBS e intolleranze alimentari. Già negli anni ‘80 sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet è stato pubblicato che l’intolleranza ai cibi riveste un ruolo importante nella patogenesi di IBS (Jones e colleghi, 1982). Nei decenni seguenti numerosi studi hanno confermato la responsabilità dei cibi mal tollerati nella genesi dell’IBS: - Una dieta di eliminazione, basata sulla reattività mediata da IgG verso gli alimenti, contribuisce ad una significativa riduzione dei sintomi di IBS e induce un sigificativo miglioramento del disagio riferito dai pazienti. (Atkinson e colleghi, 2004; Kalliomäki, 2005; Zar e colleghi, 2005) - La reazione ai cibi è una delle maggiori cause di diarrea cronica nei bambini. L’applicazione di test per la diagnosi delle IgG è utile per la valutazione della reattività verso gli antigeni alimentari e l’elaborazione di diete in casi di diarrea cronica. Il miglioramento dei sintomi si instaura, nel 65-70% dei casi, dopo un tempo variabile (da alcune settimane a pochi mesi) di dieta.
L’insieme dei risultati appare dunque di grande rilievo e apre una nuova pagina nel campo del trattamento della sindrome del colon irritabile. E’ importante individuare gli alimenti responsabili del malessere, ricorrendo ad una metodica diagnostica scientificamente validata e procedendo all’elaborazione di programmi alimentari appropriati.
Dr. Giuseppe Pigoli
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