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Asma |
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E’ quindi una condizione infiammatoria delle vie aeree associata ad un’aumentata reattività della parete bronchiale che contribuisce a peggiorare gli scambi respiratori. Nei soggetti predisposti questa infiammazione provoca episodi ricorrenti di respiro sibilante, difficoltà respiratoria, senso di costrizione toracica e tosse. Possibili cause e fattori di rischio
Gli studi evidenziano come l’assunzione di alimenti di uso comune (grano, latte, uova…) può indurre una iper-produzione di anticorpi IgG rivolti contro le proteine alimentari. La presenza di questi anticorpi, in molti casi, è predittiva dello sviluppo di allergie respiratorie agli inalanti IgE -mediate. I meccanismi alla base di questa relazione, pur necessitando di ulteriori approfondimenti, sono riconducibili ad una reazione infiammatoria dovuta alla prolungata esposizione agli antigeni alimentari. La risposta immunologia IgG agli alimenti è ben nota come “fase preparatoria” all’asma (Eysink e colleghi, 2002), al punto che questa è riconosciuta come una concausa di cui bisogna tenere conto sia nella diagnosi che nel trattamento dell’asma allergica.
Esami diagnostici consigliati La diagnosi di allergia si basa sulla valutazione dei sintomi, l'anamnesi e test in vivo ed in vitro. In caso di asma è opportuno effettuare il prick-test, test di laboratorio per le IgE allergene-specifiche, test di provocazione e valutazione della funzionalità polmonare.
E' consigliabile escludere anche eventuali intolleranze alimentari. L’asma infatti, può colpire anche soggetti che non tollerano alcune componenti dei cibi. Sono noti studi che dimostrano come una riduzione o rotazione di alimenti mal tollerati in pazienti asmatici contribuisca, in notevole misura, alla riduzione dei sintomi (Warner, 1995).
È possibile individuare gli alimenti non tollerati mediate il dosaggio degli anticorpi IgG verso gli alimenti.
Alimentazione e asma Fra gli alimenti che, più frequentemente, contribuiscono all’insorgenza del male asmatico vanno citati: o alimenti di uso comune: uova, latte, grano, pesce, soia o alimenti non comuni, ma che spesso sono causa di reazioni avverse: mitili e crostacei o additivi alimentari: glutammato, sulfiti o farmaci (es. salicilati) o bevande alcoliche contenenti sulfiti e lieviti: whisky, vini rossi e bianchi, birra
Alcuni alimenti sono facilmente riconoscibili come concausa di male asmatico (mitili, alcuni pesci…). Il problema si pone quando la responsabilità del peggioramento respiratorio viene attribuita ad alimenti consumati abitualmente. L’eliminazione dalla dieta di questi alimenti, talvolta comporta drastici cambiamenti del regime alimentare che non sono facili da accettare nel lungo periodo e che devono essere seguiti da uno specialista della nutrizione. Occorre quindi che il medico sappia motivare i propri pazienti, sottolineando l’importanza di evitare i rischi conseguenti ad uno stato asmatico trascurato (enfisema, cardiopatie).
Dr. Giuseppe Pigoli
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