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Intolleranze alimentari:norme dietetiche

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Il paziente affetto da allergia/intolleranza alimentare deve curarsi ricorrendo ad un regime alimentare appropriato. Questo contempla l’esclusione o la rotazione degli alimenti responsabili del disagio percepito.

La dieta è una terapia a tutti gli effetti, deve quindi essere concepita tenendo conto del fatto che l’esclusione di uno o più alimenti, talora per lunghi periodi, può indurre scompensi nutrizionali anche gravi.

L’argomento si presenta delicato; l’impostazione e la gestione della dieta devono essere affidate ad un esperto nutrizionista che si prenda in carico il paziente in tutta la sua complessità e che non si limiti ai soli aspetti dietologici.

 

Per chiarire meglio questi importanti concetti possono essere addotti alcuni esempi.

 


apporto di calcio

1. Nel campo delle reazioni avverse agli alimenti, primeggiano il latte ed i suoi derivati.

Considerato che l’apporto di calcio è fornito prevalentemente da latte e formaggio, alimenti la cui esclusione porta ad una drastica carenza del minerale.

Occorre quindi approntare un regime dietetico in grado si compensare l’apporto calcico.


Gli alimenti che possono essere considerati in questo caso sono:

sardine
tonno
spinaci
lenticchie
kiwi

ed altri che devono essere però assunti nelle giuste quantità
(una sardina ha un contenuto di calcio molto inferiore a quello di una porzione di formaggio!)




2. Nell’impostare una dieta, inoltre, va considerato un altro, importante aspetto come la reattività crociata. Questa è dovuta all’affinità biologica che i vari alimenti possiedono fra loro.

Gli antigeni della mela e del polline di betulla, per esempio, hanno una struttura molto simile, perciò i pazienti che già soffrono di allergia al polline dovranno assumere con cautela il frutto.

reattività crociata

La stessa regola vale per il miele che è ricco di pollini e che pertanto va somministrato con prudenza nei pazienti allergici.

 

 

 

arachidi

3.Non vanno inoltre trascurate le famiglie cui appartengono gli alimenti, infatti risultare intolleranti ad un alimento in particolare, può significare essere intolleranti anche ad altri alimenti che appartengono alla stessa famiglia.

Chi è intollerante ai fagioli facilmente mal tollererà anche lenticchie, piselli, arachidi. La carota rientra in quella famiglia che comprende finocchi, sedano e cumino.

Un paziente allergico alla cipolla potrebbe mal tollerare anche scalogno e asparagi, così come chi non tollera le patate avrà difficoltà a tollerare anche melanzane, pomodori, peperoncino ed altri.


Nell’approntare un regime alimentare dunque, sarà necessario stilare una lista di cibi da sconsigliare, unitamente ad un elenco di cibi consigliati. Gli alimenti consigliati dovranno tenere conto delle problematiche nutrizionali specifiche del paziente.

 

 

A scopo esplicativo nella tabella seguente viene dato un esempio generico di dieta in caso di allergia o intolleranza al frumento.

 

Tabella: consigli generici alimentari in caso di allergia o intolleranza al frumento

 

Gruppo

Cibi consigliati

Cibi proibiti

Cereali

Avena e patate (fiocchi), orzo, mais, grano


Latticini

Latte, yogurt magro o alla frutta


Primi piatti

Riso, gnocchi casalinghi (senza conservanti), polenta

Pasta di semola e all’uovo, gnocchi di semolino, pizza piadina

Secondi piatti

Carni, formaggi, pesce, bresaola, prosciutto

Tutti i prodotti con panatura

Verdure, frutta

Tutte le verdure e frutta

Torte salate

Condimenti

Olio, burro e spezie

Besciamella

Bevande

Acqua*, bibite*, vino, tè, caffè,


Dolci

 

Zucchero, miele, marmellate

Torte e pasticceria

* si consiglia, indipendentemente dalla presenza

 

 

Come si può facilmente intuire da quanto esposto, l’elaborazione di un regime dietetico in caso di intolleranza alimentare è un procedimento complesso che richiede una competenza specialistica, è pertanto sconsigliato il fai da te che, rischiando di provocare scompensi nutrizionali, non solo risulterebbe pericoloso per la salute, ma potrebbe vanificare gli effetti benefici dovuti all’esclusione o alla errata rotazione degli alimenti che causano i disturbi.

 

Dr. G.Pigoli e Dr. L.Bertoncelli

 

 

 

 
COMMENTS (1)
COMPLIMENTI
1 Venerdì 04 Settembre 2009 19:55
LucaMAKXx
SECONDO ME VOI AVETE RAGIONE IN TUTTO X TUTTO !!!

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