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Intolleranze alimentari e svezzamento

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Svezzamento

 

 

Alla nascita siamo intolleranti a tutto ciò che ci circonda, compresi gli alimenti.

Attraverso lo svezzamento si mette in atto il processo di controllo che ci permette di superare l'ipersensibilità.

 

Se lo svezzamento avviene correttamente, la tolleranza ai cibi viene naturalmente conquistata da ognuno di noi.

Da almeno 30 anni si raccomanda alle madri che devono affrontare lo svezzamento del proprio bambino, di ritardare l’introduzione di alimenti allergizzanti.

Al contrario uno studio britannico-israeliano, molto recente, suggerisce che l’introduzione di alimenti allergizzanti già durante lo svezzamento previene lo sviluppo di allergie future (Lack e colleghi, 2008).

E’ interessante notare che i bambini israeliani, abituati già fin dai 6-8 mesi a mangiare arachidi e burro di arachidi, mostrano una allergia alle noccioline dieci volte inferiore rispetto ai bambini della Gran Bretagna, per i quali l’introduzione delle arachidi non è prevista fino al termine del periodo di svezzamento.

Ma quello del Dr. Lack non è l’unico studio a riguardo; anche in Svezia è stato dimostrato che nei bambini ai quali veniva dato il pesce prima dei 9 mesi, il rischio di sviluppare dermatite atopica era molto minore.

Questi risultati dimostrano che la tolleranza ai cibi si “impara”, il bambino impara a riconoscere i cibi attraverso l’intestino che è per natura predisposto a distinguere ciò che è nocivo e ciò che non lo è.

 

Gli alimenti più a rischio di allergia:

  • Latte vaccino e uova rappresentano le cause del 90% delle allergie alimentari nel bambino. Entrambe le forme allergiche tendono a scomparire con l’età, proprio grazie al fenomeno della tolleranza. Una minoranza delle allergie sono dovute a pesce, grano (non ci si riferisce a celiachia), alcuni frutti.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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